Mercoledì, 11 gennaio 2006
Macworld 2006
18:00 PM | Pierino Donati|
Coupe de theatre.
Quando Steve Jobs, CEO di Apple, ha cominciato il suo di inaugurazione del Macworld Conference & Expo 2006 al Moscone Center di San Francisco, alle 18 ora italiana, in sala c'era molta eccitazione ed infatti le attese non sono state deluse, al punto da poter dire (e per la verità era abbastanza facile poterlo prevedere) che il Macworld 2006 entrerà nella trentennale storia di Apple come uno dei momenti più fulgidi ed importanti. Infatti i 'coupe de theatre' sono stati più d'uno anche se in realtà, attualmente, hanno un solo nome Intel Core Duo.
Intel Core Duo.
Il Macworld 2006 sarà certamente ricordato per i nuovi iMac con il rivoluzionario processore Intel Core Duo introdotto in anticipo rispetto alle previsioni. I nuovi iMac Core Duo (due modelli) non cambiano nella forma estetica, nelle dimensioni e nelle dotazioni di base rispetto all'attuale serie con processore G5. Quello che cambia è essenzialmente il processore che pilota i nuovi iMac.
Grazie al processore Intel Core Duo e ad una nuova architettura, iMac offre letteralmente il doppio della potenza del modello G5. Apple dice: "Il migliore computer del mondo e il più facile da usare è diventato ancora più� veloce. Ora, grazie al processore Intel Core Duo con due core di esecuzione in un unico chip, iMac offre una nuova generazione di potenza a tutte le attività straordinarie che può svolgere".
MacBook Pro
La maggior parte degli analisti e dei siti di rumors indicavano la presentazione da parte di Apple, come primo notebook con il processore Intel, di una versione nel segmento dell'iBook, ma ancora più economico. Apple ha però voluto sorprendere una volta di più. Quello che ha presentato è una nuova linea di notebook. La nuova stella è il MacBook Pro, con il Pro ad indicare chiaramente di cosa si tratti. I MacBook Pro, offerti in due modelli, entrambi con display LCD di 15,4 pollici, sono dotati di un processore Intel Core Duo con due core di esecuzione in un unico chip e sono i primi notebook al mondo ad avvalersi del processore Intel Core Duo.

Si tratta del più gran salto in avanti mai visto finora nel mondo dei portatili Mac. MacBook Pro incorpora la videocamera iSight integrata sopra lo schermo che permette di effettuare videoconferenze via iChat senza collegare cavi o videocamere. Comprende anche Apple Remote ed Alimentatore con MagSafe Connector, cavo di connessione CA e cavo di alimentazione. Con il bus frontside di 667MHz, MacBook Pro risulta 4 volte più veloce del bus frontside nel PowerBook G4, e la memoria DDR2 a 667MHz è 2 volte più veloce. Il PCI Express bus offre una larghezza di banda otto volte più ampia. MacBook Pro include anche la scheda grafica ATI Mobility Radeon X1600 con 256MB di memoria dedicata GDDR3, offrendo prestazioni eccezionali nelle applicazioni 3D. Nei principali test sulle prestazioni, MacBook Pro è risultato quattro volte più veloce del PowerBook G4.
Non solo iPod
Le due novita relative all'iMac ed al MacBook Pro hanno finito con il far passare in secondo piano l'iPod e gli incredibili risultati raggiunti nell'ultimo trimestre fiscale: sono stati venduti 14 milioni di pezzi, 42 milioni dal lancio, con 3 milioni di canzoni al giorno scaricate dallo Store.
iLife '06 e iWork '06
Anche i software di base sono stati aggiornati e riscritti in Universal Binary, con applicazioni nuove come iWeb e le vecchie pressochè completamente aggiornate e potenziate al punto da far dire a Jobs che sono state rivoluzionate.
Ed ora cosa ci aspetta?
L'accelerazione che Jobs ha voluto imprimere all'adozione dei processori Intel, entro il 2006 tutto il parco macchine di Apple sarà transitato ad Intel, deriva essenzialmente da: necessità ed opportunità.
Necessità perchè, e Jobs l'ha confermato, la Apple le ha tentate tutte per mettere un G5 in un Powerbook ma è stato impossibile, e visto che il segmento dei portatili ha superato in percentuale (per la prima volta) alla fine del 2005 i desktop per numero di postazioni vendute non si poteva continuare a trascurarlo in questo modo con speedbump del G4 che in termini di prestazioni ormai da un paio d'anni erano diventati pressochè ridicoli. Un'azienda che, come la Apple, ha fatto dell'innovazione la propria principale ragione di vita non sarebbe riuscita a soppravvivere a lungo in questa situazione. Da necessità naturalmente deriva necessità, l'accelerazione che Jobs ha voluto imprimere all'adozione dei processori Intel costringerà (al di là della validità di Rosetta) le software hause ad eccelerare anch'esse la riscrizione del software in Universal Binary, perchè è evidente che un bellissimo computer senza software serve a poco o nulla. Microsoft ha comunicato che entro la primavera dovrebbe adeguare Office, speriamo che Adobe se non riesce a fare altrettanto almeno si avvicini. Sarà infatti evidente che la transizione potrà dirsi completa solamente quanto tutti i software principali saranno stati riscritti. Sotto questo punto di vista e bene che il settore pro passi ad Intel più avanti (entro la fine di quest'anno) tanto prima non ci sarebbe stato il software per lavorare in modo ottimale e funzionale. Abbiamo parlato di necessità ma anche di opportunità.
Opportunità, perchè Jobs ha capito che nei prossimi due o tre anni ci si gioca veramente il futuro di Apple essenzialmente per due ragioni. La prima per lo straordinario traino economico che l'iPod sta attualmente avendo sui bilanci di Apple, ma che potrebbe non durare all'infinito se non si riesce nell'impresa di consolidarlo e di sfruttarlo. Consolidare un successo planetario come quello dell'iPod non è e non sarà certamente facile, in soli quattro anni ne sono stati venduti 42 milioni di pezzi, se si pensa che Sony con il suo walkman ci ha messo vent'anni per venderne 27 milioni ci rendiamo conto di quanto il successo di iPod abbia dell'incredibile. La Apple dovrà allora lavorare nel prossimo futuro a corda doppia con i computer (che sono l'essenza della sua vita) da una parte per capitalizzare la straordinaria pubblicità gratuita che iPod realizza anche per i macs (da un anno a questa parte la Apple sta già vendendo con una percentuale di incremento del 35/40 rispetto ai trimestri precedenti) da un'altra parte per aumentare ancora di più le vendite delle cpu in modo da aumentare l'interdipendenza del mac con l'iPod, perchè in questo modo l'uno rafforza l'altro.
Occasione ed opportunità storica?
Un'altro motivo, ma in realtà i motivi sono due, è che i processori di Intel consentiranno l'installazione anche di Windows (anche se al Macworld la cosa è passata quasi completamente sotto silenzio, sappiamo che Apple non farà nulla per impedirne l'installazione) per cui sarà possibile far girare in modo nativo due sistemi operativi senza rallentamenti di nessun tipo. Sui MacBook Pro e sugli iMac Intel non sarà ancora possibile utilizzare la virtualizzazione, Intel in novembre infatti ha rilasciato due chip per desktop che integrano questa nuova possibilità che consente ai processori che ne sono dotati di 'sdoppiarsi' in modo da poter eseguire due compiti totalmente differenti, questa tecnologia di fatto permetterà al processore di gestire due sistemi operativi separatamente uno dall'altro. In ogni caso anche con i Core Duo sarà possibile montare due sistemi operativi diversi su due partizioni del disco rigido utilizzando o l'uno o l'altro a seconda della necessità. Qualcuno ha visto con paura questa possibilità perchè pensa che le software hause non avranno più motivo di sviluppare per mac visto che comunque la versione per windows potrà girare anche sull'hardware du Apple. Personalmente sono con chi la pensa esattamente al contrario, e quì entra in ballo il secondo motivo per il quale questa è un'occasione storica: Microsoft non è mai stata così debole come oggi, ha annunciato da qualche anno un sistema operativo che non sappiamo quando e come uscirà (forse alla fine di quest'anno?) e di quali richieste hardware avrà bisogno, mentre Mac OS X è arrivato ad una eccellente maturità (nel 2005 Tiger è stato dichiarato dalla più importante rivista per pc il miglior sistema operativo esistente) Conseguentemente se c'è una cosa di cui Apple non deve avere paura è il confronto (fra l'altro Mac OS X gira in modo sorprendentemente veloce su Intel) con Windows o Vista che dir si voglia.
Switch e circolo virtuoso
In questo contesto gli switcher (senza la paura psicologica del: oddio cosa faccio senza windows, oppure del: ma quella tal versione per mac non c'è!) allettati dal formidabile traino di iPod sono destinati ad aumentare in modo considerevole e consistente, perchè saranno consapevoli che il passaggio a mac non sarà più un'avventura senza ritorno, ed una volta passati a mac avranno modo di rendersi conto (provandolo direttamente) che Mac OS X riesce veramente a fare la differenza. A me personalmente non interessa che Apple soppianti Microsoft (c'è una massa troppo elevata di 'poveri disgraziati' che vive una grigia quotidianità fatta da perenni lotte contro i virus, crash di sistema, reinstallazioni, conflitti di driver, ecc: il tutto allietato (si fa per dire) da un perverso modo di intendere il rapporto con il computer al punto tale che non riuscirebbero ad apprezzare la stabilità, la sicurezza, la semplicità e la facilità d'uso offerta da un mac, per cui per prima cosa andrebbero in crisi d'astinenza senza windows per seconda cosa il loro rapporto col computer è irrimediabilmente compromesso al punto che appena smettono di lavorare non ne vogliono più sentir più parlare) mi interessa che Apple aumenti l'installato, diciamo del doppio rispetto alla quota attuale, perchè questo renderà conveniente produrre software di qualità su mac e farà uscire Apple da una oggettiva immagine di prodotto di nicchia senza subire i rischi della 'picizzazione' derivante dall'essere un prodotto di massa necessariamente compatibile con tutto il mondo circostante. Nei prossimi due o tre anni Apple potrebbe ragionevolmente raggiungere questo traguardo che renderebbe più sicura la possibilità futura di sopravvivere anche nel 'dopo' Jobs (che Dio ce lo conservi ancora a lungo!)
Cosa ci aspetta nel 2006?
Alla luce di quello che è successo è ragionevole pensare (anche se con Jobs fare previsioni vuol dire esporsi al rischio di fare solo brutta figura) che nel giro di due o tre mesi dovrebbero uscire i nuovi iBook intellizzati che potrebbero essere semplicemente chiamati MacBook e l'erede del Mac Mini che si potrebbe chiamare MacMedia Center per le certe spiccate caratteristiche multimediali e di integrazione con iPod che dovrà necessariamente avere, entrambi dovrebbero utilizzare i nuovi iprocessori di Intel a single core e quindi a basso costo e basso consumo per poter meglio aggredire il mercato di fascia bassa. Più avanti nella seconda parte dell'anno, in base anche alla disponibilità dei processori di Intel, uscira il rinnovo della fascia alta dei prodotti Apple con la, probabile, completa integrazione della virtualizzazione e delle ultimissive diavolerie tecnologie con nuovi PowerMac (si chiameranno MacPower Pro?) e nuovi XServer (si chiameranno MacServer?)
L'ennesima rivoluzione?
Stiamo in sostanza vivendo l'ennesima rivoluzione che solo una società come Apple riesce periodicamente a realizzare avendo il proprio dna contraddistinto dalla continua ricerca di innovare e di rinnovare, caratteristica necessaria per poter sopravvivere in un mondo tecnologico sempre più competitivo. A noi che è sempre piaciuto il 'think different' la cosa ci garba assai e ci reputiamo fortunati nel poter vivere da vicino (utilizzandone i prodotti) questa fantastica esperienza.
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